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La Compagnia delle Indie e il futuro della supply chain dell'AI

  • Tommaso Muciaccia
  • 23 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Nel 1624 la Compagnia delle Indie Orientali olandese (VOC) prese possesso di parte dell'isola di Formosa (l’odierna Taiwan), stabilendo Fort Zeelandia come base strategica per il commercio nel Mar Cinese Meridionale. La VOC sfruttò Taiwan come hub commerciale per prodotti come pelli di cervo, zucchero, riso, seta grezza, argento e oro, istituendo un sistema amministrativo e fiscale. Il dominio olandese durò fino al 1662 quando Zheng Chenggong pose fine al controllo europeo.

Questa vicenda si inserisce nel contesto più ampio del colonialismo europeo in Estremo Oriente nel XVII secolo, segnato da competizioni tra potenze marinare (Portogallo, Spagna, Olanda, Inghilterra). La colonizzazione olandese puntava a controllare rotte marittime di merci pregiate, esportando un modello di basi navali più che conquiste territoriali continentali. Nel tempo l'egemonia europea incontrò limiti e mutamenti, con le potenze asiatiche che acquisirono maggiore influenza.

Oggi la struttura delle relazioni è radicalmente cambiata. La globalizzazione e la tecnologia hanno reso le interazioni multilaterali e complesse, con l'Asia, in particolare la Cina, che ha un ruolo centrale nell'economia e nella politica globale, in una situazione di parziale inversione dei rapporti di forza rispetto all’epoca coloniale.

Le relazioni economiche attuali tra Europa ed Estremo Oriente nel campo tecnologico si basano su una complessa interdipendenza e competizione strategica, soprattutto su innovazioni digitali, energie rinnovabili e smart cities. La competizione tecnologica tra USA e Cina influenza queste dinamiche, con restrizioni commerciali a limitare l’accesso della Cina a tecnologie chiave, e la Cina che risponde con investimenti statali massicci nell’IA e infrastrutture digitali.

In questo contesto, Taiwan è diventata un hub cruciale nella catena globale dei semiconduttori, con aziende come TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) che gioca un ruolo cruciale nella supply chain dell'intelligenza artificiale come principale produttore mondiale di chip avanzati necessari per alimentare le applicazioni AI più sofisticate, avendo tra i suo clienti importanti aziende tecnologiche come Nvidia, che produce GPU per AI, Apple con i suoi processori M3 e A18, e altre come Qualcomm e AMD.

A distanza di oltre quattro secoli dalla dominazione olandese sull’isola di Formosa, è interessante notare come oggi la taiwanese TSMC ha relazioni economiche importanti con i Paesi Bassi dove opera ASML (Advanced Semiconductor Materials Lithography), azienda leader mondiale nella fornitura di macchinari essenziali per la produzione di chip avanzati. ASML fornisce a TSMC attrezzature cruciali per la litografia a ultravioletti estremi (EUV), che sono fondamentali per la fabbricazione dei chip all’avanguardia come quelli a 2 nm e 3 nm. Il rapporto tra TSMC e ASML è una simbiosi strategica: ASML detiene una posizione di fornitore quasi monopolistico di tecnologie chiave per la produzione di semiconduttori avanzati come la litografia EUV, indispensabile per i chip più avanzati prodotti da TSMC, che è al contempo cliente cruciale per ASML.

Questa relazione tra ASML e TSMC presenta alcune similitudini interessanti con quella che esisteva nel XVII secolo tra la Compagnia Olandese delle Indie Orientali e l'isola di Formosa. La relazione è caratterizzata da un'interdipendenza cruciale: la VOC aveva bisogno di Formosa per il controllo commerciale e geopolitico nell’Asia orientale; oggi TSMC ha bisogno delle tecnologie innovative di ASML per mantenere il primato nella produzione di chip avanzati, mentre ASML dipende da TSMC come cliente strategico.

L’alleanza tra ASML e TSMC è fondamentale per il futuro dell’intelligenza artificiale, poiché è alla base della supply chain che alimenta lo sviluppo di chip sempre più potenti necessari per le applicazioni AI avanzate: è un motore di innovazione che plasmerà le capacità computazionali dei chip AI futuri, incidendo direttamente sull’evoluzione delle applicazioni di intelligenza artificiale in vari settori industriali, scientifici e commerciali a livello mondiale.

L’Europa che, abbandonate le mire coloniali del passato, teme di essere posta ai margini rispetto alle dinamiche geopolitiche globali, può trarre vantaggio da partnership di questo genere e, puntando su innovazione tecnologica, autonomia strategica, digitalizzazione e politiche di supporto integrate con sostenibilità, consolidare il proprio ruolo nella supply chain globale dell’intelligenza artificiale.

 
 
 

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